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Il Gruppo Archeologico Finziade promuove Licata e i sui siti archeologici alla BMTA 2014


Si è svolta  nella bella cornice pestana, dal 30 ottobre al 2 Novembre la diciassettesima edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico.

Anche quest’anno importante e imponente è stato sicuramente il successo di pubblico constatato da chi ha partecipato esponendo e promuovendo il proprio prodotto turistico-culturale e da chi invece ha deciso individualmente di prendersi un bel weekend di riposo nella mediterranea e accogliente Campania meridionale.

Per il quarto anno consecutivo il Gruppo archeologico Finziade con una sua rappresentanza ha partecipato al grande evento, cercando di promuovere come sempre il proprio territorio e le sue potenzialità verso un turismo di qualità.

Come nella precedente edizione il Gruppo archeologico licatese ha lavorato a strettissimo contatto con i colleghi gelesi del Gruppo Archeologico Triskelion. Una sinergia forte e collettiva nata ormai da un paio d’anni, volta a creare una rete culturale anche fuori dai canali istituzionali, per tutelare valorizzare e far conoscere le potenzialità dell’area del golfo.

Apprezzata è stata la relazione del vice presidente Maurizio Cantavenera il quale, parlando a nome di tutta la realtà associativa, ha narrato davanti a una grande folla le iniziative svolte nell’arco di quest’anno sul territorio, dalla collaborazione proficua con la Soprintendenza del Mare che ha portato all’avviato della prima campagna di scavi archeologici subacquei all’isolotto di San Nicola, alla manifestazione “Archeologia Ritrovata” che ha permesso l’apertura gratuita al pubblico dei siti archeologici rupestri di San Calogero e della relativa necropopoli paleocristiana.La Finziade si afferma come uno dei migliori e più attivi gruppi archeologici d'Italia per l'impegno profuso nell'attività di promozione e valorizzazione dei beni culturali locali e per la qualità delle iniziative svolte.


 

Ultimo aggiornamento (Martedì 25 Novembre 2014 10:33)

 

Conclusa la campagna di ricerca archeologica subacquea 2014


Conclusa la campagna di scavi archeologici subacquei 2014 organizzata a Licata dalla Soprintendenza del Mare guidata dal professore Sebastiano Tusa. Alle ricerche hanno collaborato i sommozzatori del Gruppo Archeologico Finziade, Giuseppe Accursio, Michele Ruggieri, Agostino Cantavenera, Giovanni Morreale e Andrea Cannizzaro, diretti dall’archeologo Fabio Amato, e con il supporto logistico della sezione di Licata della Lega Navale Italiana e della ditta Cuttitta s.r.l.

Inizialmente l’attenzione degli archeologici si è concentrata su un elemento metallico circolare del diametro di 90 centimetri di epoca post-medievale, ancora in fase di studio.

L’anello metallico del peso di circa 200 kg è stato trainato sino al porto di Licata e issato sulla banchina del porto grazie alla collaborazione della Squadriglia Aeronavale della Guardia di Finanza.

Ma la scoperta che sicuramente ha caratterizzato le ultime tre settimane di scavo è stato il ritrovamento di tre splendide ancore litiche (modello PF3), utilizzate tra il II° e il I° millennio Avanti Cristo in tutto il Mar Mediterraneo che, per il suo perfetto stato di conservazione, attribuisce ad esse un carattere di eccezionalità. Nuovi eccezionali reperti che confermano l’ipotesi avanzata lo scorso anno dell’isolotto di San Nicola come uno dei più antichi approdi di tutta la costa meridionale della Sicilia.Sicuramente la scoperta delle ancore litiche pre-protostoriche rappresenta una novità e apre nuovi scenari nella ricerca archeologica licatese.

Il prossimo anno sicuramente si indagherà su più fronti nella speranza di rinvenire in maniera stratificata sotto le ancore litiche dei fossili guida che permettano di assegnare a questi reperti una datazione assoluta.

Intanto si lavora già ad una prossima mostra espositiva che conterrà sia i reperti subacquei recuperati lo scorso anno che quelli rinvenuti durante l’estate 2014.


 

Ultimo aggiornamento (Lunedì 27 Ottobre 2014 19:24)

 

“Archeologia ritrovata” a Licata: due giorni di cultura alla (ri)scoperta del patrimonio storico

 


Ottobre porta con se a Licata una bella ventata di cultura e amore verso il suo grande patrimonio.

Nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Archeologia ritrovata”, manifestazione che promuove la valorizzazione e la tutela dei beni culturali cosiddetti “minori”, che rischiano di essere dimenticati e cancellati dalla memoria storica degli uomini, il locale Gruppo Archeologico Finziade ha aderito per una due giorni di storia e cultura. L’impegno dei Gruppi Archeologici d’Italia in questo senso è quello di monitorare questi beni, valorizzandoli attraverso iniziative culturali intese alla loro promozione e valorizzazione.

La manifestazione, che si avvale dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e del Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Generale per i Beni Archeologici.

L’occasione quindi è importante per far emergere alla conoscenza pubblica opere o luoghi abbandonati dalla memoria e dalle coscienze.

L’iniziativa che il gruppo licatese ha intenzione di portare avanti per questo importante evento riguarda due siti antichi, oggi per certi versi abbandonati, ultimi superstiti di quella che fu l’antica Licata se preferite successivamente al periodo post romano, quindi una fase storica e geo-politica abbastanza complessa.

I siti in questione sono praticamente contigui: il primo di essi è l’antica chiesa rupestre di San Calogero, vero gioiello dell’arte del costruire utilizzando la pietra. L’opera fu in parte ricavata utilizzando le antiche abitazioni ellenistiche sorte durante lo splendore della città greco-romana, e in parte costruita con l’aggiunta di opere in muratura, nelle fasi successive. Oggi del complesso rimane solo la parte rupestre poiché l’area in muratura fu demolita completamente negli anni ’90, dopo i danneggiamenti della seconda guerra mondiale.

Il secondo sito, posto pochi metri più in basso rispetto a quello sopracitato è stato scoperto solo da pochi anni. Lo scavo di queste grotte ipogeiche è abbastanza recente, datato al 2012. I lavori sono stati portati avanti dall’Università di Messina con la collaborazione del Gruppo Archeologico Finziade sotto la supervisione della Soprintendenza archeologica di Agrigento. All’interno del complesso rupestre sono state rinvenute diciotto sepolture, alcune delle quali sigillate e coperte da grandi lastroni di pietra lavorata, con all’interno, in ottimo stato di conservazione, gli stessi inumati.

La datazione di questa piccola necropoli è collocabile al V-VI secolo d.C., un periodo storico di decadenza per l’antica Finziade stessa. Se nel caso della chiesa rupestre di San Calogero la collettività licatese ha già potuto ammirarne le vestigia, poiché proprio il Gruppo Archeologico in accordo con la curia ne permette la fruibilità, nel caso delle catacombe siamo assolutamente al battesimo pubblico. Per la prima volta infatti esse saranno messe a disposizione di tutti, nella speranza che presto anche questo bene riemerso dai secoli più lontani possa avere la giusta collocazione all’interno di un patrimonio che deve rappresentare uno dei motori massimi di una futuribile ripresa della città del mare.


 

Ultimo aggiornamento (Lunedì 29 Settembre 2014 14:17)

 

Archeologia Subacquea: continuano le ricerche archeologiche all'isolotto di San Nicola


Nell’ambito di un progetto e di una collaborazione iniziata circa un anno fa, sono riprese a pieno titolo le ricerche subacquee guidate e coordinate dall’equipe del Prof. Sebastiano Tusa, supportato logisticamente e “territorialmente” dal gruppo archeologico Finziade, diretto dall’archeologo Fabio Amato.

Le operazioni sono state quest’anno influenzate in negativo dall’instabilità metereologica. Essa ha ritardato o addirittura cambiato i programmi stessi degli archeologi.

Il 26 Luglio sono stati recuperati due reperti fortemente legati al mondo marinaresco antico: un ceppo in piombo mobile d’età presumibilmente romana e una ben più antica ancora a gravità ad un foro. Quest’ultimo reperto, ad una prima valutazione storico-cronologica va ad abbracciare un arco temporale piuttosto ampio, tra l’età del ferro e la fase greca.

Dal 24 al 30 Agosto invece, il Gruppo Archeologico Finziade con il supporto in loco della Lega Navale Italiana e la supervisione del dott. Fabrizio Sgroi, funzionario della Soprintendenza del Mare, ha eseguito una scavo archeologico subacqueo che si è rilevato di fondamentale importanza dal punto di vista scientifico e per la ricostruzione di quello che potrebbe essere uno dei più antichi approdi di tutta la costa meridionale della Sicilia.

Questa volta il Gruppo Archeologico Finziade ha recuperato un nuovo reperto romano: una contromarra in piombo rinvenuto in prossimità del luogo in cui il 26 luglio era stato rinvenuto il ceppo plumbeo.

Questi recuperi costituiscono una sorta di filo diretto e collegamento col passato più recente della ricerca: l’agosto del 2013 infatti sarà ricordato per una serie di recuperi riguardanti ancore, ceppi d’ancora e anfore; il pezzo più pregiato, oggetto centrale di un’intera mostra tenutasi lo scorso Dicembre a Licata è costituito da un ceppo d’ancora litico in pietra basaltica. I reperti litici portati in superficie durante la scorsa campagna, proprio in questi giorni, tramite micro-carotaggi effettuati sulla loro superficie, saranno analizzati dai laboratori della Soprintendenza, per verificarne la provenienza della roccia.

L’area da indagare quest’anno è stata individuata con attenzione certosina in un settore poco lontano dalla costa, comunque differente rispetto a quello che negli anni ’80 aveva offerto degli importanti spunti di ricerca con annessi recuperi di materiale archeologico sotto la direzione della dott.ssa Alice Freschi.

La strumentazione in mano agli operatori quest’anno sarà completa; sorbona per le fasi di scavo vero e proprio, metal detector, palloni aerostatici per il recupero di eventuali nuovi reperti.

La soddisfazione dei soggetti, che hanno collaborato a queste operazione è palpabile da molti punti di vista, lo si evince chiaramente dalla dichiarazioni rilasciate sia dal dott. Fabio Amato, direttore del locale Gruppo Archeologico, sia dal funzionario di soprintendenza il dott. Fabrizio Sgroi.  Secondo Amato “Lo step successivo, consequenziale alla possibilità di effettuare altri recuperi, deve essere quello dell’organizzazione di una seconda mostra a tema, dopo quella organizzata lo scorso Dicembre”. “Per quel che concerne le ipotesi interpretative riguardanti la destinazione d’uso del posto nell’antichità, alla luce dei diversi recuperi effettuati anche nel passato fa pensare-riferisce Sgroi- all’ipotesi della presenza di un piccolo approdo per rotte di cabotaggio (navigazione sotto costa), importante e strategico per operazioni di approvvigionamento e ricovero temporaneo delle imbarcazioni transitanti”.

Le operazioni iniziate pochi giorni fa in questo settore di costa posto poco  a Ovest rispetto al centro dell’odierna Licata, saranno importanti per capire in maniera più leggibile le rotte e i transiti dell’antichità.

Il fondale licatese ha la caratteristica di essere piuttosto limoso. Questa condizione podologica crea ovviamente una grande sospensione, limite fondamentale per le ricerche poiché il mare mosso e l’acqua torbida costituiscono il punto debole di questo tipo di ricerca. Il lato positivo, vedendo in un certo senso l’altro lato della medaglia, è appunto la conservazione storico-archeologica garantita dal limo. Esse costituiscono un vero e proprio “tappo” storico, che lascia praticamente immutato il tempo e l’evidenza. Compito degli archeologi ridare la giusta “luce” ai nuovi tesori emersi dalle acque dell’antico approdo, ma soprattutto leggere e registrare un dato scientifico che, alla luce dei nuovi rinvenimenti, potrebbe colmare il vuoto cronologico registrato dalla ricerca archeologica terrestre per l'età del bronzo recente, finale e l'età del Ferro.




 

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 03 Settembre 2014 15:23)

 

ORARI DI APERTURA AL PUBBLICO SITI ARCHEOLOGICI



Comunichiamo che i siti archeologici "GRANGELA, THOLOS E RIFUGI ANTIAEREI", ubicati in via Marconi a Licata, saranno fruibili, fino al 30 settembre 2014, tutti i giorni esclusi i lunedì, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 20:00.
All'interno della "Tholos" troverete anche una mostra sulla II° Guerra Mondiale.
TICKET CUMULATIVO: 2,40 €.

 

Ultimo aggiornamento (Sabato 16 Agosto 2014 13:35)