Chi è online
 20 visitatori online
Seguici su Facebook
Facebook RSS Feed 
Finziade Songs
Intro Finziade


Get the Flash Player to see this player.

Visitatori
304934
TodayToday125
YesterdayYesterday160
This WeekThis Week444
This MonthThis Month3372
All DaysAll Days304934
Home

Ultime notizie

I più letti

Finziade

Convegno e Mostra Archeologia Subacquea 2014

 


La bella cornice del teatro Re a Licata ha ospitato, lo scorso 18 Dicembre, il II Convegno organizzato per inaugurare la nuova mostra archeologica subacquea, ospitata presso i locali del chiostro Sant’Angelo. La giornata è stata molto intensa e piena di nuovi e interessanti spunti scientifici. Al convegno, realizzato con il finanziato di privati e con la compartecipazione del Comune di Licata, hanno relazionato il Professor Tusa, Soprintendente del Mare, il Prof. Attilio Sulli, docente di Geologia presso il Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare dell’Università di Palermo, la Dott.ssa Gaetana Marchesini, ricercatrice presso il CNR di Catania, il Colonnello Giuseppe Carrozzo, comandante del reparto dei sommozzatori (ROAN) della Guardia di Finanza di Palermo.


Il convegno, organizzato dalla Finziade e dall’Ordine dei Geologi di Sicilia, ha avuto valenza all’interno dell’aggiornamento professionale delle categorie di geologi, architetti, ingegneri, agronomi e geometri.

Nella prima parte dell’iniziativa si è parlato di geologia e archeologia marina, mentre nella seconda sono stati presentati i dati delle ricerche archeologiche subacquee svolte nell'ultimo anno a Licata.

Importante è stata la relazione del Professor Tusa, in merito alle prospettive di ricerca nel mare licatese future e futuribili. Il Soprintendente ha preso un impegno formale con la collettività licatese: cercare di trovare fondi e sostegno per la ricerca nel mare licatese. Essa può fornire dati fondamentali per chiarire alcune lacune storiche che allo stato attuale risultano manchevoli a causa di uno studio ormai datato nel nostro mare.

Il convegno è stata la giusta celebrazione per il secondo anno di ricerche svolto dal Gruppo Archeologico Finziade, nel settore situato presso l’isolotto di S. Nicola.

Il direttore del Gruppo Archeologico Finziade, l’archeologo Fabio Amato, ha avuto l’onore di presentare i dati delle ricerche svolte con il prezioso supporto della Lega navale locale e della stessa Soprintendenza del Mare.

I dati emersi sono estremamente interessanti: essi narrano di una situazione archeologica assai complessa. Il settore della secca a ridosso dell’isolotto presenta e presentava in antico un interessante punto d’approdo anche e soprattutto per la conformazione della costa (concetto ribadito dalla brillante relazione del geologo Andrea Cannizzaro). Il ritrovamento dei sommozzatori di una serie di ancore litiche e altri reperti (ceppi e contromarre in piombo, ancore in ferro bizantine lasciate in situ) fa pensare a una situazione di approdo, una sorta di refugium, il quale forse permetteva alle imbarcazioni di ripararsi dalle procelle.

Le ricerche non si sono arrestate al mare: i soci del Gruppo Archeologico Finziade hanno deciso di approfondire, tramite una ricognizione esplorativa, la situazione sull’isolotto per arrivare ad una sorta di cronologia incrociata con quello che era stato ritrovato e recuperato in mare.

La sorpresa è stata grande quando camminando sull’isola, oltre ad avere un quantitativo ceramico importante e di diverse epoche (dalla preistoria al tardo antico), hanno intercettato delle strutture riferibili ad un grande complesso architettonico che ingloba al suo interno cisterne per la raccolta delle acque e  un ambiente absidato, probabilmente una piccola chiesa paleocristiana.

La domanda che sorge spontanea e che probabilmente ha attraversato le menti di chi ha partecipato al convegno è la seguente: monastero, statio, semplice installazione portuale? Saranno le ricerche a dirlo e a svelare la funzione  che questo importante luogo doveva avere in antico.

Il convegno ha lasciato spazio in prima serata all’inaugurazione della mostra, con i nuovi reperti e la nuova ricostruzione dell’ancora litica a tre fori. Un momento di grande orgoglio per tutti i soci del G.A. Finizade i quali, dopo un altro anno di sacrificio, hanno potuto regalare alla propria cittadinanza un prezioso tassello di cultura e storia.

L’idea perseguita è una e sola: l’istituzione di una mostra permanente di Archeologia Subacquea, che  renderebbe il giusto merito alla vocazione marinara della città. L’altro sogno sarebbe poi quello di istituire nella zona della Rocca di S. Nicola, teatro delle ricerche, un’area marina protetta con tanto di percorsi archeologici,  sul modello delle Isole Egadi. La strada è lunga, le idee sono molte; non resta che provare ad applicarle e a rendere la città di Licata eccellenza dal punto di vista culturale e amena per tutti coloro i quali in futuro abiteranno le sue strade o solamente saranno partecipi di futuri flussi turistici; il vero pane per una terra estremamente sotto attacco  sotto diversi punti di vista.

Il mare è una risorsa di cultura e tale deve rimanere. Il mare è culla di storia e ha un unico e grande proprietario: la collettività.

Ad maiora Licata!



 

Ultimo aggiornamento (Giovedì 01 Gennaio 2015 15:27)

 

Mostra e Convegno GeoArcheologia Subacquea


18 Dicembre 2014 - Inaugurazione II Mostra di Archeologia Subacquea presso il Chiostro Sant'Angelo di Licata. L'inaugurazione sarà preceduta da un convegno che avrà inizio alle ore 15:00 presso il Teatro Comunale Re, sito in corso Vittorio Emanuele a Licata. Dalle 15:00 alle 18:00 si parlerà di geologia e archeologia marina, mentre nella seconda parte del convegno, dalle 18:00 alle 20:00, saranno presentati i dati delle ricerche archeologiche subacquee svolte nell'ultimo anno a Licata. Il convegno è inoltre riconosciuto come Aggiornamento Professionale Continuo. Grazie all'Ordine dei Geologi, ai partecipanti appartenenti agli ordini professionali dei Geologi, Architetti, Ingegneri, Agronomi e Geometri, saranno riconosciuti i crediti formativi A.P.C.
Ingresso Gratuito

Ultimo aggiornamento (Giovedì 04 Dicembre 2014 16:21)

 

Il Gruppo Archeologico Finziade promuove Licata e i sui siti archeologici alla BMTA 2014


Si è svolta  nella bella cornice pestana, dal 30 ottobre al 2 Novembre la diciassettesima edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico.

Anche quest’anno importante e imponente è stato sicuramente il successo di pubblico constatato da chi ha partecipato esponendo e promuovendo il proprio prodotto turistico-culturale e da chi invece ha deciso individualmente di prendersi un bel weekend di riposo nella mediterranea e accogliente Campania meridionale.

Per il quarto anno consecutivo il Gruppo archeologico Finziade con una sua rappresentanza ha partecipato al grande evento, cercando di promuovere come sempre il proprio territorio e le sue potenzialità verso un turismo di qualità.

Come nella precedente edizione il Gruppo archeologico licatese ha lavorato a strettissimo contatto con i colleghi gelesi del Gruppo Archeologico Triskelion. Una sinergia forte e collettiva nata ormai da un paio d’anni, volta a creare una rete culturale anche fuori dai canali istituzionali, per tutelare valorizzare e far conoscere le potenzialità dell’area del golfo.

Apprezzata è stata la relazione del vice presidente Maurizio Cantavenera il quale, parlando a nome di tutta la realtà associativa, ha narrato davanti a una grande folla le iniziative svolte nell’arco di quest’anno sul territorio, dalla collaborazione proficua con la Soprintendenza del Mare che ha portato all’avviato della prima campagna di scavi archeologici subacquei all’isolotto di San Nicola, alla manifestazione “Archeologia Ritrovata” che ha permesso l’apertura gratuita al pubblico dei siti archeologici rupestri di San Calogero e della relativa necropopoli paleocristiana.La Finziade si afferma come uno dei migliori e più attivi gruppi archeologici d'Italia per l'impegno profuso nell'attività di promozione e valorizzazione dei beni culturali locali e per la qualità delle iniziative svolte.


 

Ultimo aggiornamento (Martedì 25 Novembre 2014 10:33)

 

Conclusa la campagna di ricerca archeologica subacquea 2014


Conclusa la campagna di scavi archeologici subacquei 2014 organizzata a Licata dalla Soprintendenza del Mare guidata dal professore Sebastiano Tusa. Alle ricerche hanno collaborato i sommozzatori del Gruppo Archeologico Finziade, Giuseppe Accursio, Michele Ruggieri, Agostino Cantavenera, Giovanni Morreale e Andrea Cannizzaro, diretti dall’archeologo Fabio Amato, e con il supporto logistico della sezione di Licata della Lega Navale Italiana e della ditta Cuttitta s.r.l.

Inizialmente l’attenzione degli archeologici si è concentrata su un elemento metallico circolare del diametro di 90 centimetri di epoca post-medievale, ancora in fase di studio.

L’anello metallico del peso di circa 200 kg è stato trainato sino al porto di Licata e issato sulla banchina del porto grazie alla collaborazione della Squadriglia Aeronavale della Guardia di Finanza.

Ma la scoperta che sicuramente ha caratterizzato le ultime tre settimane di scavo è stato il ritrovamento di tre splendide ancore litiche (modello PF3), utilizzate tra il II° e il I° millennio Avanti Cristo in tutto il Mar Mediterraneo che, per il suo perfetto stato di conservazione, attribuisce ad esse un carattere di eccezionalità. Nuovi eccezionali reperti che confermano l’ipotesi avanzata lo scorso anno dell’isolotto di San Nicola come uno dei più antichi approdi di tutta la costa meridionale della Sicilia.Sicuramente la scoperta delle ancore litiche pre-protostoriche rappresenta una novità e apre nuovi scenari nella ricerca archeologica licatese.

Il prossimo anno sicuramente si indagherà su più fronti nella speranza di rinvenire in maniera stratificata sotto le ancore litiche dei fossili guida che permettano di assegnare a questi reperti una datazione assoluta.

Intanto si lavora già ad una prossima mostra espositiva che conterrà sia i reperti subacquei recuperati lo scorso anno che quelli rinvenuti durante l’estate 2014.


 

Ultimo aggiornamento (Lunedì 27 Ottobre 2014 19:24)

 

“Archeologia ritrovata” a Licata: due giorni di cultura alla (ri)scoperta del patrimonio storico

 


Ottobre porta con se a Licata una bella ventata di cultura e amore verso il suo grande patrimonio.

Nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Archeologia ritrovata”, manifestazione che promuove la valorizzazione e la tutela dei beni culturali cosiddetti “minori”, che rischiano di essere dimenticati e cancellati dalla memoria storica degli uomini, il locale Gruppo Archeologico Finziade ha aderito per una due giorni di storia e cultura. L’impegno dei Gruppi Archeologici d’Italia in questo senso è quello di monitorare questi beni, valorizzandoli attraverso iniziative culturali intese alla loro promozione e valorizzazione.

La manifestazione, che si avvale dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e del Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Generale per i Beni Archeologici.

L’occasione quindi è importante per far emergere alla conoscenza pubblica opere o luoghi abbandonati dalla memoria e dalle coscienze.

L’iniziativa che il gruppo licatese ha intenzione di portare avanti per questo importante evento riguarda due siti antichi, oggi per certi versi abbandonati, ultimi superstiti di quella che fu l’antica Licata se preferite successivamente al periodo post romano, quindi una fase storica e geo-politica abbastanza complessa.

I siti in questione sono praticamente contigui: il primo di essi è l’antica chiesa rupestre di San Calogero, vero gioiello dell’arte del costruire utilizzando la pietra. L’opera fu in parte ricavata utilizzando le antiche abitazioni ellenistiche sorte durante lo splendore della città greco-romana, e in parte costruita con l’aggiunta di opere in muratura, nelle fasi successive. Oggi del complesso rimane solo la parte rupestre poiché l’area in muratura fu demolita completamente negli anni ’90, dopo i danneggiamenti della seconda guerra mondiale.

Il secondo sito, posto pochi metri più in basso rispetto a quello sopracitato è stato scoperto solo da pochi anni. Lo scavo di queste grotte ipogeiche è abbastanza recente, datato al 2012. I lavori sono stati portati avanti dall’Università di Messina con la collaborazione del Gruppo Archeologico Finziade sotto la supervisione della Soprintendenza archeologica di Agrigento. All’interno del complesso rupestre sono state rinvenute diciotto sepolture, alcune delle quali sigillate e coperte da grandi lastroni di pietra lavorata, con all’interno, in ottimo stato di conservazione, gli stessi inumati.

La datazione di questa piccola necropoli è collocabile al V-VI secolo d.C., un periodo storico di decadenza per l’antica Finziade stessa. Se nel caso della chiesa rupestre di San Calogero la collettività licatese ha già potuto ammirarne le vestigia, poiché proprio il Gruppo Archeologico in accordo con la curia ne permette la fruibilità, nel caso delle catacombe siamo assolutamente al battesimo pubblico. Per la prima volta infatti esse saranno messe a disposizione di tutti, nella speranza che presto anche questo bene riemerso dai secoli più lontani possa avere la giusta collocazione all’interno di un patrimonio che deve rappresentare uno dei motori massimi di una futuribile ripresa della città del mare.


 

Ultimo aggiornamento (Lunedì 29 Settembre 2014 14:17)