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L'archeologia subacquea in mostra a Licata


Nella giornata di Venerdì 27 Dicembre 2013 si è svolto a Licata, all’interno degli splendidi ambienti del primo-novecentesco teatro Re, un convegno di presentazione della susseguente mostra allestita nei locali dello storico chiostro Sant’Angelo.

L’occasione è stata importante per esporre all’intera comunità licatese lo straordinario risultato ottenuto, frutto della passione e della determinazione un gruppo di persone che da anni si spendono attivamente per la promozione, la tutela e salvaguardia del proprio territorio.

La risposta delle collettività è stata piuttosto forte; fin dai primi momenti gli spalti sono stati gremiti da un parterre di personalità diverse guidate da una curiosità costante e crescente per l’importanza dell’evento stesso promosso appunto dal Gruppo Archeologico Finziade e patrocinato dal Comune di Licata, dalla Soprintendenza di Agrigento e dalla Soprintendenza del Mare, il tutto in collaborazione con la locale sezione della Lega Navale Italiana. La prima parte dell’evento ha visto una serie di interventi istituzionali che hanno cercato di far conoscere in maniera molto divulgativa e precisa gli argomenti trattati e la discussione in essere.

Subito dopo i saluti del vicesindaco Cambiano, sono succeduti i ringraziamenti dell’architetto Angelo Di Franco in rappresentanza della Soprintendenza ai BBCCAA di Agrigento,  e di seguito l’importante intervento di uno dei principali esperti di archeologia subacquea nel mondo, il Professor Sebastiano Tusa, Soprintendente del Mare per la Regione Sicilia.

Egli soprattutto ha relazionato sulle potenzialità nascoste che Licata cela nel suo mare, auspicando  a nuove e importanti scoperte, e sottolineando l’importanza della fruizione dei reperti che una volta recuperati devono necessariamente essere esposti al pubblico poiché, restando a lungo tempo nei magazzini dei musei (consuetudine ormai consolidata) rischiano di perdere la propria memoria storica.

La parola durante la conferenza di presentazione è stata presa anche da Giuseppe Coppolino, segretario della Lega Navale di Licata, la quale col suo fondamentale supporto fornisce la logistica di base per le ricerche in mare.

Il report scientifico dei recuperi subacquei è stato curato dal direttore del Gruppo archeologico Finziade Dott. Fabio Amato, il quale ha esemplificato l’importanza dei ritrovamenti e la loro contestualizzazione storica.

La manifestazione è stata intervallata da un bellissimo spettacolo di Mel Vizzi e dalla sua compagnia del Cuntastorie Licatese, con esibizione a tema declinata secondo antica sapienza artistica.

L’ evento è stato sublimato  dal fatidico  “taglio del nastro” della mostra stessa presso i locali dello scenografico chiostro  S. Angelo. Un fiume di gente, buona parte già partecipante alla conferenza si è riversata all’interno del chiostro osservando alacremente  i reperti e la fedelissima ricostruzione dell’ancora realizzata dai soci del Gruppo Archeologico Finziade.

L’importante avvenimento e la partecipazione di massa che ha fatto registrare ha dimostrato, se mai ce ne fosse stato bisogno, che Licata e la sua comunità hanno fame immensa di cultura e di conoscenza. La stagione intrapresa sembra essere sorta in maniera positiva e propizia: il lavoro svolto dal Gruppo archeologico pian piano sta maturando dei frutti sani e prosperi. Frutti che se raccolti ad arte possono costituire il cavallo di battaglia per un rilancio della collettività licatese tutta, non basata su inutili conflittualità individualistiche ma nell’interesse esclusivamente collettivo.

 

 


 

Ultimo aggiornamento (Martedì 31 Dicembre 2013 18:31)

 

Inaugurazione mostra archeologia subacquea a Licata


Si inaugura venerdì 27 Dicembre 2013 la mostra tempoanea dei reperti subacquei recuperati quest'estate nelle acque dell mare di Licata. Giorno 27 Dicembre alle ore 18:00 presso il Teatro Re Grillo d Licata si svolgerà il convegno di presentazione al quale parteciperanno l'Assessore Regionale ai Beni Culturali, Dott.ssa Mariarita Sgarlata, il Sindaco di Licata, Avv. Angelo Balsamo, il Soprintendente del Mare, Prof. Sebastiano Tusa, il Soprintendente ai Beni Culturali e Ambientali di Agrigento, Dott.ssa Caterina Greco, il Direttore del Gruppo Archeologico Finziade, Dott. Fabio Amato, il Segretario della Lega Navale di Licata, Giuseppe Coppolino.
A seguire, ore 19:30, ci si sposterà al Chiostro Sant'Angelo per l'inaugurazione della mostra dei reperti subacquei. 
Moderatore dell'incontro: il giornalista Giuseppe Cellura.
La cittadinanza tutta è invitata all'evento

Ultimo aggiornamento (Domenica 22 Dicembre 2013 23:58)

 

Il golfo di Gela protagonista della BTMA 2013:il legame inscindibile tra Gela e Licata.


Si è conclusa da pochi giorni la XVI° edizione della Borsa del turismo archeologico, svoltasi anche quest’anno nella suggestiva cornice pestana. Il successo di pubblico, per un evento ormai fortemente apprezzato e conosciuto, è stato notevole. Il rilancio dell’ “industria” culturale in Italia passa anche da questo tipo di iniziative e da chi con determinazione e passione partecipa ed esporta il proprio modello turistico-divulgativo in maniera pratica chiara e sostenibile. Il golfo di Gela è stato degnamente rappresentato e presentato alla platea di specialisti, operatori turistici e curiosi da due realtà ormai ben radicate sul territorio come il Gruppo Archeologico Finziade di Licata e il Gruppo Triskelion Sicilia Archaeology di Gela, oltre alla rappresentanza politica dei Presidenti dei rispettivi consigli consigli comunali di Licata e Gela, Saverio Platamone e Giuseppe Fava, e dall’assessore al Turismo del Comune di Gela, Giuseppe Ventura. La collaborazione nata ormai da circa un anno tra i due gruppi non è frutto del caso o della semplice e banale vicinanza geografica, bensì è il risultato di relazioni concatenate e inscindibili che legano da millenni le due città, “figlie” dello stesso sangue (quello geloo deportato dal tiranno akragantino Finzia sul Monte S. Angelo a Licata).
Nella splendida cornice campana è stato innanzitutto presentato l’ itinerario che le due realtà associativa hanno messo in calce per l’estate appena passata e che potenzieranno per il futuro prossimo venturo. Un tour al dettaglio per così dire, sulle tracce di Antifemo e Entimo i due mitici ecisti geloi.
Successivamente è stata la volta del lavoro svolto dal Gruppo Archeologico d’Italia Finziade nell’arco dell’anno, riguardante la presentazione dei ritrovamenti subacquei effettuati quest’estate nel mare antistante la città di Licata e recuperati proprio con la collaborazione della Soprintendenza del mare e della Guardia di Finanza.
In ultima analisi è stato presentato davanti a un folto pubblico e per la prima volta ufficialmente fuori il contesto isolano quindi praticamente su scala nazionale il progetto MICOS, ambizioso progetto di ricerca scientifico-didattica (scavi, ricognizioni e valorizzazione territoriale) promossa dalla sinergia dei due gruppi, alla quale parteciperanno università italiane e importanti soggetti stranieri come l’ Università di Cadiz (Cadice).
La cooperazione stabile tra queste due importanti realtà negli anni, e per certi versi già ora in questa fase embrionale, darà importantissimi risultati per il rilancio socio-economico-scientifico dell’ area del Golfo, da troppo tempo alla ribalta per fenomeni rilevanti solo dal punto di vista esclusivamente negativo.
L‘obiettivo principale della cooperazione tra le due realtà è proprio questo, rendere fruibile e valorizzato un bene paesaggistico-culturale che da troppo tempo aspetta indomito sotto le ”sabbie” del tempo e del disinteresse.


Ultimo aggiornamento (Mercoledì 27 Novembre 2013 18:46)

 

I siti resi fruibili durante i primi 5 anni di attività del Gruppo Archeologico "FINZIADE" a Licata


Ultimo aggiornamento (Giovedì 28 Novembre 2013 18:36)

 

Appello per la salvaguardia degli abbeveratoi extraurbani di Licata


In tutto il territorio di Licata insistono molti abbeveratoi per animali da pascolo alimentati da sorgenti che si trovano in loco. La carenza idrica dovuta alle caratteristiche climatiche della nostra zona ha favorito, sin dall’epoca classica, lo sfruttamento di pozzi ed opere idrauliche per l’approvvigionamento idrico della popolazione. Nel territorio di Licata esistono abbeveratoi di differente forma e tipologia che varia a seconda del periodo di costruzione. La crescita esponenziale di queste opere idriche avrà avuto inizio a partire dal tardo medioevo ed è durata fino ai primi anni del novecento. Durante il Regno di Sicilia un’attività strategica della bilancia economica dello Stato era rappresentata dall’esportazione di grano e formaggio. Esaminando dagli annali dei registri dei caricatori l’anno 1407-08 risulta che da quello di Licata furono esportati 1.006,85 cantari di formaggio che, insieme al caricatore di Sciacca e Agrigento, raggiungono praticamente il 50% del formaggio esportato dal Regno. La produzione e l’esportazione di formaggio testimonia la presenza di allevamenti di bestiame e pascoli sicuramente più diffusa nell’entroterra siciliano, ma esistente anche a Licata in tutto l’arco collinare che circonda la piana.
Negli ultimi decenni, con la drastica diminuzione di allevamenti di bestiame, l’uso di molti impianti di canalizzazione e vasche per la raccolta delle acque, forse costruite appositamente per l’abbeveraggio degli animali, è venuto meno e l’acqua adoperata per l’agricoltura e l’irrigazione dei campi. L’abbandono è stato presto correlato dal degrado e proprio a causa dell’incuranza del’uomo molti sono andati perduti. L’ultimo in ordine di tempo a subire una triste fine, l’abbeveratoio di Contrada Calì. Nel settembre del 2013 mezzi meccanici hanno infatti letteralmente demolito l’opera che, nonostante non fosse più in uso, risultava integra in tutte le sue parti.
Lo scempio di C.da Calì è solo l’ ultimo di una serie di stupri che il nostro territorio continua a subire giorno dopo giorno.
L’amarezza ancor maggiore sta nel fatto che chi cancella il proprio recente passato per banali necessità temporanee, con una leggerezza e una superficialità che lascia esterrefatti, dimentica l’importanza storico-culturale che può aver rivestito all’interno di una comunità che come tale vuole riconoscersi. L’ auspicio è che inizi un processo veloce che porti a considerare il territorio non come una semplice, banale e inviolabile proprietà privata, bensì come qualcosa che riguardi la collettività tutta e gli interessi di quest’ultima.

Ultimo aggiornamento (Sabato 12 Ottobre 2013 18:21)