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Convegno sulla Tutela del Mare al Teatro Re e Mostra di Archeologia Subacquea


Il teatro Re domenica 27 dicembre con inizio alle ore 17:30 ospiterà un convegno sull’ultima campagna di scavi subacquei condotta dallaSoprintendenza del Mare con l’ausilio del Gruppo Archeologico Finziade diretto da Fabio Amato. Il convegno è organizzato dalla sezione locale della Lega Navale Italiana, dalla Soprintendenza del Mare, dal Gruppo Archeologico Finziade con il patrocinio del Lions Club. Notevole la composizione del parterre con i seguenti interventi:
  1. ANGELO CAMBIANO – Saluti del Sindaco di Licata
  2. SEBASTIANO TUSA –  Le battaglie navali nella prima guerra punica
  3. FABRIZIO SGROI – I rinvenimenti archeologici subacquei della costa Agrigentina
  4. FABIO AMATO – Prospezioni archeologiche subacquee nel litorale Licatese: i ritrovamenti eseguiti nei fondali dell’isolotto di S. Nicola
  5. ANDREA DOMENICO CANNIZZARO – (Geologia): Morfologia costiera e correlazione con l’ambiente marino.
  6. ANDREA INCORVAIA –  Il Relitto di Porto Palo di Menfi: il murex e le rotte mediterranee (II-I sec a.C.), analisi dei materiali rinvenuti.
  7. LUIGI FALLETTI – LST 158 storia delle Landing ship
  8. GIUSEPPE COPPOLINO -  Un mare, una costa, un fiume: un patrimonio da difendere e da riqualificare
  9. ING. ROSARIO BONVISSUTO  - Tutela del mare e delle coste: Il Mediterraneo

Il convegno sarà moderato dal giornalista professionista Angelo Augusto. Al termine dei lavori, trasferimento al Chiostro Sant’Angelo per l’inaugurazione della mostra temporanea dei reperti riportati a galla questa estate.


Ultimo aggiornamento (Venerdì 18 Dicembre 2015 13:04)

 

STORIE DA ANCORARE


Lo scorso 18 Ottobre dalle acque di Licata, nei pressi dell'isolotto della rocca San Nicola sono riemerse dopo millenni di oblio, due splendide testimonianze di epoche passate, di antiche tratte commerciali, di un mondo anni luce da quello che conosciamo. Il mare di Licata come più volte ribadito, da un pò di anni è stato piuttosto generoso. Le ricerche subacquee del gruppo archeologico Finziade (ormai attive dal 2013) e supervisionate dalla Soprintendenza del mare stanno provando a ricostruire la storia di una comunità molto florida fin dalla preistoria, passando per la Grecia coloniale, per Roma e arrivando fino al medioevo stesso. Una serie di studi mirati a comprendere e a chiarire dei passaggi storici a volte nebulosi, i quali solo l'archeologia può ricollocare nella "sacra" linea del tempo. Gli ultimi rinvenimenti, datati per l'appunto allo scorso mese di ottobre confermano ulteriormente la vivacità e la grande attitudine commerciale di questo settore costiero meridionale dell'isola. L'attento e preciso lavoro dei volontari del Gruppo Archeologico, guidati saggiamente nelle delicate operazioni dalla Soprintendenza del mare e dalla Guardia di finanza, ha permesso di riportare alla luce e rendere alla comunità due bellissime ancore intatte provenienti da epoche che furono: un'ancora romana e un’ancora bizantina. Due tipologie ben distinte e ben riconducibili a periodi storici ben definiti. L'ancora romana (in ferro e di due metri di lunghezza) presenta la classica forma a "freccia" tipica del periodo romano-imperiale; essa è ricoperta da una forte concrezione marina che il personale della Soprintendenza deciderà se rimuovere per restituire al pezzo la conformazione originaria. Le marre hanno una larghezza di 1,20 m circa e risultano in buono stato di conservazione. L'ancora bizantina (anch'essa in ferro) ha la classica forma a T e risulta in buono stato di conservazione. Entrambe erano custodite da uno spesso strato di sabbia limosa, tipica di questo settore di costa, elemento determinante per la buona conservazione dei reperti. Proprio la natura marina del fondale ha spinto e spinge in maniera propulsiva le ricerche in questo compartimento costiero, del resto anche quest'anno la campagna archeologica subacquea non è stata avara di soddisfazioni; prova ne sia che da Maggio fino a pochi giorni fa molti reperti stanno continuando ad arricchire la temporanea mostra (si aspetta una firma del Sindaco per convertirlo in antiquarium)  dei ritrovamenti subacquei allesitita presso i locali del Chiostro Sant'Angelo. L'elenco è lungo e variegato: un ceppo mobile in piombo, romano, di ben 94 kg, una Dressel I ( tipica anfora da trasporto di Roma tardo repubblicana), un piccozzino in piombo perfettamente conservato, pezzo molto interessante appartenuto alla "cassetta degli attrezzi" di un'imbarcazione e presumibilmente utilizzato per quotidiane operazioni di calafataggio, numerevoli colli d'anfora soprattutto riferibili alla tarda antichità, un orlo di brocca in bronzo, una macina in pietra lavica con perno centrale rivestito in piombo; il tutto all'interno di un raggio di ricerca ben delineato e georefenrenziato. Sono 5 i punti caldi da andare a scandagliare nei prossimi anni dove, con mezzi e disponibilità economiche maggiori, si potrebbero portare alla luce nuove scoperte e reperti molto importanti per ricostruire la storia della navigazione. Non dobbiamo assolutamente dimenticare che nelle acque licatesi si combattè nel 256 a.C. la famosa battaglia navale di Capo Ecnomo e di quelle innumerevoli navi affondate ad oggi non vi è traccia alcuna. Una importantissima risorsa per le ricerche è stata, come da anni ormai, la locale sezione della Lega navale con la messa in campo di uomini e mezzi, mentre un grande aiuto è venuto dallo sponsor, Cuttitta srl, il quale tramite un aiuto economico ha permesso l'acquisto di attrezzature ed equipaggiamenti per la campagna. Il gruppo Archeologico Finziade è alla ricerca di ulteriori sponsorizzazioni per poter "affinare" sempre più la ricerca e soprattutto per lavorare già dall'anno prossimo con mezzi ultra tecnologici che permettano anche l'individuazione di reperti sotto una spessa coltre di sabbia.

Il 30 ottobre intanto i dati scientifici emersi dalle ultime campagne di indagine archeologica subacquea sono stati presentati dall’archeologo Fabio Amato e dal Soprintendente del Mare, Sebastiano Tusa, ad un convegno tenutosi alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum.

La città di Licata invece dovrà attendere fino al prossimo 27 Dicembre per vedere i nuovi reperti esposti al Chiostro Sant’Angelo di Licata e per assistere al Convegno di presentazione che si svolgerà come di consueto nella splendida cornice del Teatro Comunale Re.

 



 

 

Inaugurate a Licata le mostre sull'Archeologia Subacquea e sulla II Guerra Mondiale


L’esperienza ricavata dopo anni di servizio verso l’intera collettività ha portato per il sesto anno consecutivo il Gruppo Archeologico Finziade e tutti i suoi soci ad organizzare, ancora una volta, l’appuntamento estivo volto alla conoscenza storico-archeologica e culturale di Licata. Inutile dirlo la città in riva al Salso ha potenzialità incredibili in molti settori, dalla cultura al comparto eno-gastronomico. L’apporto del Gruppo archeologico locale va proprio in questa direzione: provare a creare un circuito virtuoso e collettivo all’interno del quale il cittadino si senta realmente parte integrante del contesto e riesca quindi a far apprezzare tutta la bellezza che questa cittadina affacciata sul Mare Africano possiede.

Domenica 5 Luglio parte per il secondo anno consecutivo un servizio che i soci del gruppo archeologico hanno deciso di offrire alla propria città. Un viaggio alla scoperta delle bellezze della città del mare e dei suoi luoghi del cuore: il Pozzo Grangela, la Tholos, i rifugi antiaerei. Una ricerca quasi viscerale nella memoria storica cittadina che parte dal periodo greco arcaico, fino a giungere all’orrore dei bombardamenti della seconda guerra mondiale.

La concessione degli spazi da parte dell’amministrazione comunale testimonia la fiducia che il Gruppo Archeologico Finziade si è guadagnato in questi 7 anni di attività grazie alla realizzazione e l’ottima riuscita di iniziative capaci di rendere lustro ad una città che ha fame di turismo e di cultura.

Il turismo, termine fondamentale per un rilancio economico vero della collettività, collegabile al rilancio di settori storici come la pesca e l’agricoltura. Licata possiede questi 3 “tesori” i quali vanno assolutamente coltivati e fatti conoscere a tutti e a tutte.

Manca un’importante tassello a Licata: il museo archeologico della Badia, chiuso per lavori di rifacimento dal 2009; è ormai necessario ridonarlo ai legittimi proprietari, i cittadini di una comunità che ha bisogno di riscattarsi.

Nel tempo dell’attesa per una riapertura così importante è stato allestito, a cura del Gruppo Archeologico Finziade, con la fondamentale collaborazione scientifica della Soprintendenza del Mare e la disponibilità dell’amministrazione comunale, un piccolo antiquarium dei ritrovamenti subacquei recuperati negli ultimi anni dalla sezione subacquea della Finziade, nella speranza che questo antiquarium possa diventare il nuovo Museo del Mare.

Con queste splendide prospettive future, guardiamo al presente con fiducia. Come già detto le visite si protrarranno dal 5 Luglio fino al 30 Settembre, dal Martedì alla Domenica  ( 10-12:30/ 17-19:30), anche nei festivi.

La visita e l’offerta comprende quindi i siti già citati (Tholos, Grangela e Rifugi antiaerei) e tramite la disponibilità del personale inserito all’interno dell’ambito di tirocinio formativo avviato da qualche mese, si potrà accedere anche al chiostro ospitante i reperti subacquei, sempre all’interno di queste fasce orarie.

Una città a misura d’uomo, tutta nostra di tutti e di tutte: licatesi, siciliani, italiani, europei e così via. Licata centro del mediterraneo si riscopre più bella. Buona estate e siateci.


 

Ultimo aggiornamento (Venerdì 10 Luglio 2015 15:49)

 

Convegno e Mostra Archeologia Subacquea 2014

 


La bella cornice del teatro Re a Licata ha ospitato, lo scorso 18 Dicembre, il II Convegno organizzato per inaugurare la nuova mostra archeologica subacquea, ospitata presso i locali del chiostro Sant’Angelo. La giornata è stata molto intensa e piena di nuovi e interessanti spunti scientifici. Al convegno, realizzato con il finanziato di privati e con la compartecipazione del Comune di Licata, hanno relazionato il Professor Tusa, Soprintendente del Mare, il Prof. Attilio Sulli, docente di Geologia presso il Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare dell’Università di Palermo, la Dott.ssa Gaetana Marchesini, ricercatrice presso il CNR di Catania, il Colonnello Giuseppe Carrozzo, comandante del reparto dei sommozzatori (ROAN) della Guardia di Finanza di Palermo.


Il convegno, organizzato dalla Finziade e dall’Ordine dei Geologi di Sicilia, ha avuto valenza all’interno dell’aggiornamento professionale delle categorie di geologi, architetti, ingegneri, agronomi e geometri.

Nella prima parte dell’iniziativa si è parlato di geologia e archeologia marina, mentre nella seconda sono stati presentati i dati delle ricerche archeologiche subacquee svolte nell'ultimo anno a Licata.

Importante è stata la relazione del Professor Tusa, in merito alle prospettive di ricerca nel mare licatese future e futuribili. Il Soprintendente ha preso un impegno formale con la collettività licatese: cercare di trovare fondi e sostegno per la ricerca nel mare licatese. Essa può fornire dati fondamentali per chiarire alcune lacune storiche che allo stato attuale risultano manchevoli a causa di uno studio ormai datato nel nostro mare.

Il convegno è stata la giusta celebrazione per il secondo anno di ricerche svolto dal Gruppo Archeologico Finziade, nel settore situato presso l’isolotto di S. Nicola.

Il direttore del Gruppo Archeologico Finziade, l’archeologo Fabio Amato, ha avuto l’onore di presentare i dati delle ricerche svolte con il prezioso supporto della Lega navale locale e della stessa Soprintendenza del Mare.

I dati emersi sono estremamente interessanti: essi narrano di una situazione archeologica assai complessa. Il settore della secca a ridosso dell’isolotto presenta e presentava in antico un interessante punto d’approdo anche e soprattutto per la conformazione della costa (concetto ribadito dalla brillante relazione del geologo Andrea Cannizzaro). Il ritrovamento dei sommozzatori di una serie di ancore litiche e altri reperti (ceppi e contromarre in piombo, ancore in ferro bizantine lasciate in situ) fa pensare a una situazione di approdo, una sorta di refugium, il quale forse permetteva alle imbarcazioni di ripararsi dalle procelle.

Le ricerche non si sono arrestate al mare: i soci del Gruppo Archeologico Finziade hanno deciso di approfondire, tramite una ricognizione esplorativa, la situazione sull’isolotto per arrivare ad una sorta di cronologia incrociata con quello che era stato ritrovato e recuperato in mare.

La sorpresa è stata grande quando camminando sull’isola, oltre ad avere un quantitativo ceramico importante e di diverse epoche (dalla preistoria al tardo antico), hanno intercettato delle strutture riferibili ad un grande complesso architettonico che ingloba al suo interno cisterne per la raccolta delle acque e  un ambiente absidato, probabilmente una piccola chiesa paleocristiana.

La domanda che sorge spontanea e che probabilmente ha attraversato le menti di chi ha partecipato al convegno è la seguente: monastero, statio, semplice installazione portuale? Saranno le ricerche a dirlo e a svelare la funzione  che questo importante luogo doveva avere in antico.

Il convegno ha lasciato spazio in prima serata all’inaugurazione della mostra, con i nuovi reperti e la nuova ricostruzione dell’ancora litica a tre fori. Un momento di grande orgoglio per tutti i soci del G.A. Finizade i quali, dopo un altro anno di sacrificio, hanno potuto regalare alla propria cittadinanza un prezioso tassello di cultura e storia.

L’idea perseguita è una e sola: l’istituzione di una mostra permanente di Archeologia Subacquea, che  renderebbe il giusto merito alla vocazione marinara della città. L’altro sogno sarebbe poi quello di istituire nella zona della Rocca di S. Nicola, teatro delle ricerche, un’area marina protetta con tanto di percorsi archeologici,  sul modello delle Isole Egadi. La strada è lunga, le idee sono molte; non resta che provare ad applicarle e a rendere la città di Licata eccellenza dal punto di vista culturale e amena per tutti coloro i quali in futuro abiteranno le sue strade o solamente saranno partecipi di futuri flussi turistici; il vero pane per una terra estremamente sotto attacco  sotto diversi punti di vista.

Il mare è una risorsa di cultura e tale deve rimanere. Il mare è culla di storia e ha un unico e grande proprietario: la collettività.

Ad maiora Licata!



 

Ultimo aggiornamento (Giovedì 01 Gennaio 2015 15:27)

 

Mostra e Convegno GeoArcheologia Subacquea


18 Dicembre 2014 - Inaugurazione II Mostra di Archeologia Subacquea presso il Chiostro Sant'Angelo di Licata. L'inaugurazione sarà preceduta da un convegno che avrà inizio alle ore 15:00 presso il Teatro Comunale Re, sito in corso Vittorio Emanuele a Licata. Dalle 15:00 alle 18:00 si parlerà di geologia e archeologia marina, mentre nella seconda parte del convegno, dalle 18:00 alle 20:00, saranno presentati i dati delle ricerche archeologiche subacquee svolte nell'ultimo anno a Licata. Il convegno è inoltre riconosciuto come Aggiornamento Professionale Continuo. Grazie all'Ordine dei Geologi, ai partecipanti appartenenti agli ordini professionali dei Geologi, Architetti, Ingegneri, Agronomi e Geometri, saranno riconosciuti i crediti formativi A.P.C.
Ingresso Gratuito

Ultimo aggiornamento (Giovedì 04 Dicembre 2014 16:21)