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Home Escursioni PERCORSO TURISTICO " Sulle tracce di Entimo ed Antifemo: le polis di Gela, Akragas e Finziade"

PERCORSO TURISTICO " Sulle tracce di Entimo ed Antifemo: le polis di Gela, Akragas e Finziade"

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I COLONI GRECI DELLA SICILIA CENTRO-MERIDIONALE  


1° giorno           pomeriggioarrivo a LICATA: cena e pernottamento in hotel **** stelle;

                          presentazione dei gruppi archeologici  e tesseramento per i simpatizzanti;

 2° giorno           mattinaescursione a LICATA (antica Finziade): area archeologica, castel Sant'Angelo, 

                          chiesa rupestre di San Calogero, tempio ipogeico dello Stagnone Pontillo, centro storico; 

                          pranzo in ristorante;

                          pomeriggiotrasferimento a GELA: museo, parco archeologico e mura timoleontee;  

                          trasferimento a Licata: cena e pernottamento in hotel **** stelle;

  3° giorno          mattina: trasferimento ad AGRIGENTO (antica Akragas): Valle dei Templi e Necropoli

                          Paleocristiana;                         

                          pranzo in ristorante;        

                          pomeriggiomuseo archeologico, ekklesiasterion e oratorio di Falaride;

                          trasferimento a Licata: cena e pernottamento in hotel **** stelle;

  4° giorno          colazione in hotel e partenza  per aeroporto Catania  


 Un tour turistico-archeologico incentrato sulla conoscenza di tre principali poleis fondate oltre duemila anni fa dagli antichi coloni greci.

 Lo realizziamo seguendo un  filo conduttore che unisce la visita alle antiche rovine ai  reperti rinvenuti durante gli scavi e custoditi presso i locali musei.  

Un mix di storia, mitologia, paesaggio, territorio che mette in luce l’eredità del patrimonio culturale appartenente a questa parte di Sicilia “centro-meridionale” e arrivata fino a noi per mezzo delle élite culturali dell’Europa settecentesca.  

Le fonti storiche ci raccontano che, nel 688 a.C.,  popolazioni giunte dalle isole di Rodi e di Creta, guidate da due gloriosi condottieri di nome Entimo ed Antifemo, fondarono sulla riva di un fiume la città di Gela.

 I primi a cedere alle sue mire espansionistiche furono le popolazioni indigene che vivevano raccolte in piccoli centri e che in poco tempo assorbirono della cultura greca, usi, costumi e  religione.    

Questa politica conquistatrice permise a Gela di arrivare fino al territorio dell’attuale Agrigento dove, nel 580 a.C., gli stessi gelesi fondano una nuova sub-colonia che prese il nome di Akragas.  

Questa città, subito dopo la nascita, si sviluppò notevolmente e sotto la guida del feroce tiranno “Falaride”, riuscì a prevalere sulla madrepatria Gela.  

Si fortificarono i punti strategici a controllo di importanti via di comunicazione, furono bonificate molte aree e proprio Falaride viene ricordato come l’ideatore della crudele macchina di tortura, il famoso toro di bronzo, utilizzata per far bruciare vivi i condannati a morte.  

 

 

 

 

 

 

  

Nel frattempo i Cartaginesi miravano alla conquista della Sicilia e nel 480 a.C., al tempo in cui era tiranno di Akragas, Terone, quest’ultimo si alleò con la potente famiglia dei Dinomenidi, che regnava a Gela con Gelone e a  Siracusa con Ierone: le tre città riuscirono con un armata invincibile a sconfiggere i cartaginesi presso la città di Himera.  

Grazie ai proventi derivati dai bottini di guerra e ai traffici commerciali, Gela ed Akragas  furono abbellite di templi ed edifici pubblici, alcuni di essi ancora oggi visibili; altri vennero distrutti e mai ricostruiti durante l’assedio cartaginese avvenuto nel 406 a.C., ad Akragas, e nel 405 a.C., a Gela.  

Entrambe le battaglie videro prevalere i cartaginesi sui greci  che da questo momento si accaparrarono il controllo sulle città siciliane fino al 344 a.C., anno in cui Timoleonte venne inviato da Corinto in Sicilia per restaurare il controllo greco sull'isola.

Nel 310 a.C. fu il territorio di Licata a divenire teatro di battaglia: alla foce del fiume Himera meridionale (odierno Salso) l’esercito siracusano fu nuovamente sconfitto dai cartaginesi.  

Nel 282 a.C. Finzia, tiranno di Akragas, servendosi dei mercenari Mamertini, distrusse la città di Gela e deportò la popolazione superstite in una nuova città edificata sulla Montagna di Licata, che dal tiranno prese il nome. Si chiamò Finziade ed oggi è considerata dagli archeologi l’ultima fondazione greca di Sicilia.  

 

Come narra Diodoro Siculo, la città era munita di una cinta muraria, di una vasta agorà e di templi dedicati alle divinità.

 La crescente potenza cartaginese in Sicilia allarmò i romani che nel 264 a.C.  inviarono truppe nell’isola. Nel 256 a.c.  presso il mare di Finziade si combatté una delle batteglie navali della la I° guerra punica che si concluse con la sconfitta cartaginese: Finziade, che in quest’occasione aveva fornito il proprio supporto ai romani, permettendo l’installazione delle catapulte all’interno della città, ne trasse grossi benefici.  

 

 Il fiume Himera meridionale ridiventò teatro di guerra durante la II° guerra punica: nel  210 a.C. il Console Marcello sconfisse i cartaginesi.  

Alcuni soldati congedati da Marcello potrebbero essere stati proprio gli abitanti di Finziade: nello scavo di una domus di Finziade sono state rinvenute centinaia di monete d’argento e monili in oro provenienti con molta probabilità dal saccheggio di Siracusa avvenuto qualche anno prima e che potrebbe rappresenta lo stipendium di un soldato romano. 

 

  

 

 

 

 

 

 


Per info rivolgersi allo 0922771583 - BIRBA VIAGGI  a Licata, Corso Serrovira, 68