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Home Finziade News “Archeologia ritrovata” a Licata: due giorni di cultura alla (ri)scoperta del patrimonio storico

“Archeologia ritrovata” a Licata: due giorni di cultura alla (ri)scoperta del patrimonio storico

 


Ottobre porta con se a Licata una bella ventata di cultura e amore verso il suo grande patrimonio.

Nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Archeologia ritrovata”, manifestazione che promuove la valorizzazione e la tutela dei beni culturali cosiddetti “minori”, che rischiano di essere dimenticati e cancellati dalla memoria storica degli uomini, il locale Gruppo Archeologico Finziade ha aderito per una due giorni di storia e cultura. L’impegno dei Gruppi Archeologici d’Italia in questo senso è quello di monitorare questi beni, valorizzandoli attraverso iniziative culturali intese alla loro promozione e valorizzazione.

La manifestazione, che si avvale dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e del Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Generale per i Beni Archeologici.

L’occasione quindi è importante per far emergere alla conoscenza pubblica opere o luoghi abbandonati dalla memoria e dalle coscienze.

L’iniziativa che il gruppo licatese ha intenzione di portare avanti per questo importante evento riguarda due siti antichi, oggi per certi versi abbandonati, ultimi superstiti di quella che fu l’antica Licata se preferite successivamente al periodo post romano, quindi una fase storica e geo-politica abbastanza complessa.

I siti in questione sono praticamente contigui: il primo di essi è l’antica chiesa rupestre di San Calogero, vero gioiello dell’arte del costruire utilizzando la pietra. L’opera fu in parte ricavata utilizzando le antiche abitazioni ellenistiche sorte durante lo splendore della città greco-romana, e in parte costruita con l’aggiunta di opere in muratura, nelle fasi successive. Oggi del complesso rimane solo la parte rupestre poiché l’area in muratura fu demolita completamente negli anni ’90, dopo i danneggiamenti della seconda guerra mondiale.

Il secondo sito, posto pochi metri più in basso rispetto a quello sopracitato è stato scoperto solo da pochi anni. Lo scavo di queste grotte ipogeiche è abbastanza recente, datato al 2012. I lavori sono stati portati avanti dall’Università di Messina con la collaborazione del Gruppo Archeologico Finziade sotto la supervisione della Soprintendenza archeologica di Agrigento. All’interno del complesso rupestre sono state rinvenute diciotto sepolture, alcune delle quali sigillate e coperte da grandi lastroni di pietra lavorata, con all’interno, in ottimo stato di conservazione, gli stessi inumati.

La datazione di questa piccola necropoli è collocabile al V-VI secolo d.C., un periodo storico di decadenza per l’antica Finziade stessa. Se nel caso della chiesa rupestre di San Calogero la collettività licatese ha già potuto ammirarne le vestigia, poiché proprio il Gruppo Archeologico in accordo con la curia ne permette la fruibilità, nel caso delle catacombe siamo assolutamente al battesimo pubblico. Per la prima volta infatti esse saranno messe a disposizione di tutti, nella speranza che presto anche questo bene riemerso dai secoli più lontani possa avere la giusta collocazione all’interno di un patrimonio che deve rappresentare uno dei motori massimi di una futuribile ripresa della città del mare.


 

Ultimo aggiornamento (Lunedì 29 Settembre 2014 14:17)