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Home Finziade News Convegno e Mostra Archeologia Subacquea 2014

Convegno e Mostra Archeologia Subacquea 2014

 


La bella cornice del teatro Re a Licata ha ospitato, lo scorso 18 Dicembre, il II Convegno organizzato per inaugurare la nuova mostra archeologica subacquea, ospitata presso i locali del chiostro Sant’Angelo. La giornata è stata molto intensa e piena di nuovi e interessanti spunti scientifici. Al convegno, realizzato con il finanziato di privati e con la compartecipazione del Comune di Licata, hanno relazionato il Professor Tusa, Soprintendente del Mare, il Prof. Attilio Sulli, docente di Geologia presso il Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare dell’Università di Palermo, la Dott.ssa Gaetana Marchesini, ricercatrice presso il CNR di Catania, il Colonnello Giuseppe Carrozzo, comandante del reparto dei sommozzatori (ROAN) della Guardia di Finanza di Palermo.


Il convegno, organizzato dalla Finziade e dall’Ordine dei Geologi di Sicilia, ha avuto valenza all’interno dell’aggiornamento professionale delle categorie di geologi, architetti, ingegneri, agronomi e geometri.

Nella prima parte dell’iniziativa si è parlato di geologia e archeologia marina, mentre nella seconda sono stati presentati i dati delle ricerche archeologiche subacquee svolte nell'ultimo anno a Licata.

Importante è stata la relazione del Professor Tusa, in merito alle prospettive di ricerca nel mare licatese future e futuribili. Il Soprintendente ha preso un impegno formale con la collettività licatese: cercare di trovare fondi e sostegno per la ricerca nel mare licatese. Essa può fornire dati fondamentali per chiarire alcune lacune storiche che allo stato attuale risultano manchevoli a causa di uno studio ormai datato nel nostro mare.

Il convegno è stata la giusta celebrazione per il secondo anno di ricerche svolto dal Gruppo Archeologico Finziade, nel settore situato presso l’isolotto di S. Nicola.

Il direttore del Gruppo Archeologico Finziade, l’archeologo Fabio Amato, ha avuto l’onore di presentare i dati delle ricerche svolte con il prezioso supporto della Lega navale locale e della stessa Soprintendenza del Mare.

I dati emersi sono estremamente interessanti: essi narrano di una situazione archeologica assai complessa. Il settore della secca a ridosso dell’isolotto presenta e presentava in antico un interessante punto d’approdo anche e soprattutto per la conformazione della costa (concetto ribadito dalla brillante relazione del geologo Andrea Cannizzaro). Il ritrovamento dei sommozzatori di una serie di ancore litiche e altri reperti (ceppi e contromarre in piombo, ancore in ferro bizantine lasciate in situ) fa pensare a una situazione di approdo, una sorta di refugium, il quale forse permetteva alle imbarcazioni di ripararsi dalle procelle.

Le ricerche non si sono arrestate al mare: i soci del Gruppo Archeologico Finziade hanno deciso di approfondire, tramite una ricognizione esplorativa, la situazione sull’isolotto per arrivare ad una sorta di cronologia incrociata con quello che era stato ritrovato e recuperato in mare.

La sorpresa è stata grande quando camminando sull’isola, oltre ad avere un quantitativo ceramico importante e di diverse epoche (dalla preistoria al tardo antico), hanno intercettato delle strutture riferibili ad un grande complesso architettonico che ingloba al suo interno cisterne per la raccolta delle acque e  un ambiente absidato, probabilmente una piccola chiesa paleocristiana.

La domanda che sorge spontanea e che probabilmente ha attraversato le menti di chi ha partecipato al convegno è la seguente: monastero, statio, semplice installazione portuale? Saranno le ricerche a dirlo e a svelare la funzione  che questo importante luogo doveva avere in antico.

Il convegno ha lasciato spazio in prima serata all’inaugurazione della mostra, con i nuovi reperti e la nuova ricostruzione dell’ancora litica a tre fori. Un momento di grande orgoglio per tutti i soci del G.A. Finizade i quali, dopo un altro anno di sacrificio, hanno potuto regalare alla propria cittadinanza un prezioso tassello di cultura e storia.

L’idea perseguita è una e sola: l’istituzione di una mostra permanente di Archeologia Subacquea, che  renderebbe il giusto merito alla vocazione marinara della città. L’altro sogno sarebbe poi quello di istituire nella zona della Rocca di S. Nicola, teatro delle ricerche, un’area marina protetta con tanto di percorsi archeologici,  sul modello delle Isole Egadi. La strada è lunga, le idee sono molte; non resta che provare ad applicarle e a rendere la città di Licata eccellenza dal punto di vista culturale e amena per tutti coloro i quali in futuro abiteranno le sue strade o solamente saranno partecipi di futuri flussi turistici; il vero pane per una terra estremamente sotto attacco  sotto diversi punti di vista.

Il mare è una risorsa di cultura e tale deve rimanere. Il mare è culla di storia e ha un unico e grande proprietario: la collettività.

Ad maiora Licata!



 

Ultimo aggiornamento (Giovedì 01 Gennaio 2015 15:27)