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Licata "Dilectissima et Fidelissima"


Sin dai primi decenni del XII secolo, la borgata si era dotata di una cinta muraria che consentiva l’accesso esclusivamente da cinque porte.

Nel Medioevo gli abitanti di Licata abbandonarono le pendici orientali del colle Sant’Angelo per insediarsi presso l’attuale quartiere “marina”, espansosi attorno alle tre arterie principali: via Sant’Andrea, l’antico “Cassaro”, e le sue due principali intersezioni, via Martinez e via Donna Agnese, che costituiscono “i quattro canti della città”. 

L’importanza che Licata rivestì nel Medioevo, soprattutto grazie all’antichità del suo emporio frumentario e alla centralità del suo porto, la ricaviamo dagli atti del periodo normanno quando, nel 1234, fu insignita, dall’imperatore Federico II di Svevia, dell'onorificenza di "Dilectissima" e riconosciuta quale “Città Demaniale”, cioè sottomessa alla sola giurisdizione della Corona ed esentata dalle imposizioni baronali.

Circa un secolo dopo era ancora uno dei centri più fiorenti di tutta la costa meridionalegrazie all'esportazione di cereali, infatti nel 1398 si decise di mantenere Licata tra le città demaniali e nel 1447, durante il regno di Alfanso I d'Aragona, ricevette il titolo di "Fidelissima".

Un evento particolarmente drammatico fu il sacco e la distruzione del 1553, opera dei turchi-ottomani, alleati dei francesi, a loro volta in guerra contro la Spagna. In seguito a tali vicissitudini, alla fine del Cinquecento, fu ricostruita la cortina muraria, ma la città cominciò ad espandersi anche fuori le mura grazie anche ad una immigrazione di cittadini maltesi, approdati qui per mettersi in salvo dalle continue aggressioni della flotta turca.

La colonia maltese, incrementatasi ulteriormente per una nuova immigrazione avvenuta nel 1645, diede origine al primo borgo extra moenia di Licata, l'attuale quartiere di San Paolo.

Nel XIX secolo i governanti della città decisero di abbattere le mura del più antico centro storico licatese per unificare i tanti borghi che, nel corso dei secoli, erano sorti in varie zone dell’abitato.

Nonostante l’incuria del tempo e dei nostri antenati, colpevoli di aver assistito impassibili ad una sequenza di demolizioni che hanno spogliato il borgo “Marina” di una parte del prestigio guadagnatosi durante il Medioevo, ancora oggi, vagando per le tortuose viuzze e i numerosi cortili, è possibile ascoltare echi di voci passate che non vogliono abbandonare questi luoghi incantati, meta di antichi regnanti, mercanti, viaggiatori e sognatori.


Ultimo aggiornamento (Sabato 09 Aprile 2011 14:39)