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I RITROVAMENTI SUBACQUEI DIMOSTREREBBERO IL NAUFRAGIO DI UN IMBARCAZIONE DI EPOCA GRECA


Si è conclusa la campagna di ricerche e scavi sulla secca della Policia, a Licata, località presso la quale in passato si sono verificati altri rinvenimenti e recuperi. Il sito è stato scelto come area per la realizzazione di un saggio di scavo in funzione del recente rinvenimento di elementi lapidei e plumbei e di materiale anforaceo frammentario ed eterogeneo sparso. Le operazioni, condotte dall Soprintendenza del Mare e dal Gruppo archeologico Finziade, hanno portato alla luce materiale ceramico, colli d’anfora e due elementi plumbei costituenti probabilmente un ceppo d’ancora del tipo mobile spezzato in due parti; i reperti si trovavano a profondità variabili tra i 5 e i 12 metri.

Gli elementi ritrovati rappresentano un forte indizio che l’area oggetto di indagine potrebbe essere stata oggetto in passato di numerosi naufragi o, comunque, di gravi collisioni sulla secca ad opera delle navi commerciali che transitavano sulle consolidate rotte provenienti dall’Africa e dal Vicino Oriente antico di cui abbiamo, peraltro, numerose testimonianze.
L’area è stata indagata dal 17 al 23 luglio da un team di subacquei che hanno effettuato il posizionamento topografico dei reperti e il successivo recupero nonchè le indagini sull’area del probabile relitto. Le prospezioni proseguiranno nei prossimi mesi al fine di completare la mappatura di un tratto di costa molto interessante dal punto di vista archeologico e che sicuramente fornirà ulteriori risultati per completare il quadro storico. Le campagna di indagini è stata realizzata grazie al supporto della CUTTITTA Srl di Licata e del Cantiere nautico Stella Maris di Gaetano Ripellino con la collaborazione della Capitaneria di Porto di Licata.

 

Il team di ricerca:
Soprintendenza del Mare
Sebastiano Tusa
Adriana Fresina
Fabrizio Sgroi
Salvo Emma

Gruppo Archeologico Finziade
Fabio Amato, Direttore
Nucleo Subacqueo Gruppo archeologico Finziade
Michele Ruggieri
Andrea Cannizzaro
Agostino Cantavenera
Giovanni Morreale 
Calogero Bontà 
Angelo Tidona 
Gaetano Lino
Francesco Balistreri

Gruppo archeologico di Siracusa
Federico Fazio

Corsisti
Giacomo Grimaudo
Antonino Garifo
Giulia Manzo

 


 

Ultimo aggiornamento (Lunedì 31 Luglio 2017 18:07)

 

RICERCHE ARCHEOLOGICHE SUBACQUEE ESTATE 2017

 


Dim lights

Il video realizzato dalla Soprintendenza del Mare illustra il campo di ricerca archeologica presso la secca della Poliscia di Licata, in cui sono in corso operazioni di scavo al fine di verificare la presenza di un relitto naufragato tra il VI e il V secolo a.C.

 


 

Ultimo aggiornamento (Lunedì 31 Luglio 2017 17:46)

 

A LICATA UN CORSO DI INTRODUZIONE ALL'ARCHEOLOGIA SUBACQUEA


Siamo lieti di annunciarvi che uno dei siti archeologici subacquei di Licata, scoperto negli anni scorsi dal Gruppo Archeologico Finziade, è stato scelto come location per il completamento di un corso in archeologia subacquea. Le lezioni teoriche saranno svolte dal dott. Federico Fazio (Archeologo), le indagini sul campo saranno organizzate da dott. Fabio Amato (Archeologo) e coordinate dagli archeologi della Soprintendenza del Mare dott. Fabrizio Sgroi e Prof. Sebastiano Tusa.
A breve pubblicheremo il programma dettagliato del corso.




 

 

RIAPRE DOPO DOPO SETTE LUNGHI ANNI IL MUSEO ARCHEOLOGICO DI LICATA

 


Inaugurato alla presenza del soprintendente di Agrigento, Gabriella Costantino, del Sindaco di Licata, Angelo Cambiano, dell’Assessore regionale alle autonomie locali e della funzione pubblica, Luisa Lantieri.

Accedendo all’interno del cinquecentesco convento cistercense di Santa Maria del Soccorso ci colpisce subito l’imponenza del chiostro, con un cortile ampio e luminoso che accoglie al centro gli intervenuti e i direttori dei lavori che si dispongono a ferro di cavallo e che a turno si fregiano del lavoro encomiabile che ognuno di loro ha svolto negli anni, ma soprattutto negli ultimi giorni, scanditi da una corsa contro il tempo per assicurare l’ultima promessa di riaprire il Museo Archeologico di LICATA.


Purtroppo l’acustica non è delle migliori: manca l’amplificazione, a stento si riesce a seguire il discorso dei relatori, nessuna sedia e qualcuno decide così di accomodarsi su una splendida macina in pietra lavica collocata sotto le arcate del chiostro.

Avremmo gradito che gli interventi degli studiosi dell’Università di Messina e degli archeologici della Soprintendenza di Agrigento fossero incentrati sulla presentazione del lavoro di ricerca svolto in oltre trent’anni di indagine nel territorio licatese.  E invece si preferisce citare un lungo elenco di nomi e cognomi che si sono distinti per titoli e meriti e che fa invidia solo alla lista di soldati italiani trucidati dalle truppe angloamericane che sbarcarono in Sicilia nel luglio del 1943.Sebbene la cerimonia della riapertura del Museo di Licata sia coincisa con l’inaugurazione del Salinas di Palermo e di conseguenza l’importante evento sia passato in secondo piano, manifestiamo il nostro apprezzamento per il ritorno a casa del “Tesoretto della Signora”  e per l’esposizione di una delle più belle collezioni vascolari protostoriche presenti in Sicilia.

Terminata la presentazione ci si avvia alla visita delle sala espositive e constatiamo che il Museo Archeologico ha riaperto i battenti in fretta e furia, solo perché ormai le promesse erano state disattese troppe volte.

Quindi, qualcuno avrà pensato, come si suol dire in Sicilia, “prima di purtarila a mala figura” riapriamolo altrimenti i licatesi, nonostante il loro carattere calmo, pacato e dormiente, potrebbero linciarci nella pubblica Piazza Sant’Angelo.

Le teche sono nere, eleganti, e con una buona illuminazione, i reperti di straordinaria fattura, ma spesso l’osservazione e la nostra ammirazione verso quelle testimonianze di un vissuto così lontano si inceppa a causa di una disposizione disordinata delle didascalie, che in alcune vetrine sono state addirittura omesse.

Tra le innovative colonnine multimediale,  che però non sono ancora state programmate per illustrare la storia dei luoghi, osservando i reperti archeologici, è come se stessimo ripercorrendo il territorio licatese, passando dal Casalicchio-Agnone, a Monte Petrulla, da Piano Landro a Portella di Corso e percorrendo l’ultimo tratto della Valle del Salso, arrivando fino all’Eknomos, il monte che inghiottì  le rovine dell’ultima colonia greca di Sicilia “FINZIADE”.

 Giungiamo nell’utlima sala e li troviamo finalmente in degna disposizione la statua acefala di Demetra e la famosa epigrafe greca “Kaibel 256”, collocate in una posizione che fa cogliere al visitatore che le osserva il vero significato artistico e storico dei reperti e che invece nella precedente esposizione erano state rilegate su un muro intelaiato da una pannellatura in legno colore castagno e ad un altezza troppo elevata che lasciava il visitatore indifferente.

Dulcis in fundo, come per ricreare uno scavo archeologico, sotto il piano pavimentale, una teca con lo sfondo di un’ottima realizzazione grafica, espone i gioielli in oro e le monete in argento rinvenute all’interno della casa 1 di Monte Sant’Angelo, che un bravo architetto licatese ha voluto ricostruire con un plastico e donare al Museo di Licata.

Terminata la visita ci accingiamo a raggiungere l’uscita, dove sono state allestite delle bancarelle che offrono cibo e bevande gratuitamente per celebrare il fatidico giorno che passerà alla storia, perché come dicono in molti questo Museo appena aperto è a rischio chiusura.

Manca l’apertura di un’intera area del complesso cistercense restaurata appositamente per accogliere una pinacoteca. Auspichiamo inoltre che ritornino a Licata le monete in oro normanne ritrovate in contrada “Manca” negli anni ’60.

Si rimane in attesa di conoscere giorni e orari di apertura.


Ultimo aggiornamento (Venerdì 29 Luglio 2016 18:34)

 

TRASFERITA AL CHIOSTRO SANT'ANGELO LA MOSTRA SUI REPERTI DELLA II GUERRA MONDIALE

 


Il prossimo 12 marzo si terrà a Licata presso i locali dell'antico chiostro della chiesa patronale di Sant'Angelo l'inaugurazione ufficiale dell'esposizione permanente dedicata allo sbarco alleato del 10 Luglio 1943 avvenuto lungo la costa di Licata. Un momento molto importante per tutta la cittadinanza che per potrà osservare da vicino cimeli e oggetti risalenti a un evento vecchio di 70 anni, il quale ha cambiato totalmente il corso della storia.

La storia appunto, flussi cronologici che in quella mattina d'estate attraversarono il territorio di Licata: l'operazione che passò alla storia col nome Husky e che vide la Joss Force sbarcare sul suolo licatese, in una vasta area da Mollarella a Torre di gaffe.

Le truppe guidate da Patton e Montgomery partirono proprio da questo sperduto angolo di Sicilia per la resa dei conti col nazi-fascismo.

Il territorio licatese chiaramente porta i segni di quanto successo: sia per quel che concerne le “architetture” (diverse infatti sono le evidenze come bunker e rifugi, utilizzati dall'asse per pattugliare le coste) sia dal punto di vista dei cosiddetti reperti mobili (la mostra esporrà un corposo campionario: dal fucile classico in dotazione all U.S. army, l'M1 Garand, fino a borracce, elmetti e divise).

L'esposizione oltre a una ricca presenza di vetrine prevederà la presenza di pannelli sui quali sarà possibile osservare foto e descrizioni di quella che, in termini di uomini e mezzi, fu la più grande operazione militare del secondo conflitto mondiale.

L'evento dal titolo “Joss landing area-Licata 1943” sarà patrocinato dal Comune di Licata, con la collaborazione della locale Pro loco e del Gruppo Archeologico Finziade.

Il fatidico taglio del  nastro sarà effettuato  dopo una conferenza tenuta alle ore 10 presso i locali del chiostro (affidati dal comune alla Proloco) alla presenza dell'amministrazione comunale e dei rappresentanti del Gruppo Archeologico Finziade e della Pro loco stessa.

Il sito sarà fruibile, in libero accesso, e visitabile tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 10 alle 12.30.

Un'importante occasione coadiuvata dalla presenza, negli stessi locali, dell'antiquarium del mare inaugurato già lo scorso dicembre dal Gruppo Archeologico Finziade e perfettamente visitabile.

Invitiamo pertanto, tutta la cittadinanza alla partecipazione.

 



 

Ultimo aggiornamento (Giovedì 03 Marzo 2016 20:18)