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RIAPRE DOPO DOPO SETTE LUNGHI ANNI IL MUSEO ARCHEOLOGICO DI LICATA

 


Inaugurato alla presenza del soprintendente di Agrigento, Gabriella Costantino, del Sindaco di Licata, Angelo Cambiano, dell’Assessore regionale alle autonomie locali e della funzione pubblica, Luisa Lantieri.

Accedendo all’interno del cinquecentesco convento cistercense di Santa Maria del Soccorso ci colpisce subito l’imponenza del chiostro, con un cortile ampio e luminoso che accoglie al centro gli intervenuti e i direttori dei lavori che si dispongono a ferro di cavallo e che a turno si fregiano del lavoro encomiabile che ognuno di loro ha svolto negli anni, ma soprattutto negli ultimi giorni, scanditi da una corsa contro il tempo per assicurare l’ultima promessa di riaprire il Museo Archeologico di LICATA.


Purtroppo l’acustica non è delle migliori: manca l’amplificazione, a stento si riesce a seguire il discorso dei relatori, nessuna sedia e qualcuno decide così di accomodarsi su una splendida macina in pietra lavica collocata sotto le arcate del chiostro.

Avremmo gradito che gli interventi degli studiosi dell’Università di Messina e degli archeologici della Soprintendenza di Agrigento fossero incentrati sulla presentazione del lavoro di ricerca svolto in oltre trent’anni di indagine nel territorio licatese.  E invece si preferisce citare un lungo elenco di nomi e cognomi che si sono distinti per titoli e meriti e che fa invidia solo alla lista di soldati italiani trucidati dalle truppe angloamericane che sbarcarono in Sicilia nel luglio del 1943.Sebbene la cerimonia della riapertura del Museo di Licata sia coincisa con l’inaugurazione del Salinas di Palermo e di conseguenza l’importante evento sia passato in secondo piano, manifestiamo il nostro apprezzamento per il ritorno a casa del “Tesoretto della Signora”  e per l’esposizione di una delle più belle collezioni vascolari protostoriche presenti in Sicilia.

Terminata la presentazione ci si avvia alla visita delle sala espositive e constatiamo che il Museo Archeologico ha riaperto i battenti in fretta e furia, solo perché ormai le promesse erano state disattese troppe volte.

Quindi, qualcuno avrà pensato, come si suol dire in Sicilia, “prima di purtarila a mala figura” riapriamolo altrimenti i licatesi, nonostante il loro carattere calmo, pacato e dormiente, potrebbero linciarci nella pubblica Piazza Sant’Angelo.

Le teche sono nere, eleganti, e con una buona illuminazione, i reperti di straordinaria fattura, ma spesso l’osservazione e la nostra ammirazione verso quelle testimonianze di un vissuto così lontano si inceppa a causa di una disposizione disordinata delle didascalie, che in alcune vetrine sono state addirittura omesse.

Tra le innovative colonnine multimediale,  che però non sono ancora state programmate per illustrare la storia dei luoghi, osservando i reperti archeologici, è come se stessimo ripercorrendo il territorio licatese, passando dal Casalicchio-Agnone, a Monte Petrulla, da Piano Landro a Portella di Corso e percorrendo l’ultimo tratto della Valle del Salso, arrivando fino all’Eknomos, il monte che inghiottì  le rovine dell’ultima colonia greca di Sicilia “FINZIADE”.

 Giungiamo nell’utlima sala e li troviamo finalmente in degna disposizione la statua acefala di Demetra e la famosa epigrafe greca “Kaibel 256”, collocate in una posizione che fa cogliere al visitatore che le osserva il vero significato artistico e storico dei reperti e che invece nella precedente esposizione erano state rilegate su un muro intelaiato da una pannellatura in legno colore castagno e ad un altezza troppo elevata che lasciava il visitatore indifferente.

Dulcis in fundo, come per ricreare uno scavo archeologico, sotto il piano pavimentale, una teca con lo sfondo di un’ottima realizzazione grafica, espone i gioielli in oro e le monete in argento rinvenute all’interno della casa 1 di Monte Sant’Angelo, che un bravo architetto licatese ha voluto ricostruire con un plastico e donare al Museo di Licata.

Terminata la visita ci accingiamo a raggiungere l’uscita, dove sono state allestite delle bancarelle che offrono cibo e bevande gratuitamente per celebrare il fatidico giorno che passerà alla storia, perché come dicono in molti questo Museo appena aperto è a rischio chiusura.

Manca l’apertura di un’intera area del complesso cistercense restaurata appositamente per accogliere una pinacoteca. Auspichiamo inoltre che ritornino a Licata le monete in oro normanne ritrovate in contrada “Manca” negli anni ’60.

Si rimane in attesa di conoscere giorni e orari di apertura.


Ultimo aggiornamento (Venerdì 29 Luglio 2016 18:34)

 

TRASFERITA AL CHIOSTRO SANT'ANGELO LA MOSTRA SUI REPERTI DELLA II GUERRA MONDIALE

 


Il prossimo 12 marzo si terrà a Licata presso i locali dell'antico chiostro della chiesa patronale di Sant'Angelo l'inaugurazione ufficiale dell'esposizione permanente dedicata allo sbarco alleato del 10 Luglio 1943 avvenuto lungo la costa di Licata. Un momento molto importante per tutta la cittadinanza che per potrà osservare da vicino cimeli e oggetti risalenti a un evento vecchio di 70 anni, il quale ha cambiato totalmente il corso della storia.

La storia appunto, flussi cronologici che in quella mattina d'estate attraversarono il territorio di Licata: l'operazione che passò alla storia col nome Husky e che vide la Joss Force sbarcare sul suolo licatese, in una vasta area da Mollarella a Torre di gaffe.

Le truppe guidate da Patton e Montgomery partirono proprio da questo sperduto angolo di Sicilia per la resa dei conti col nazi-fascismo.

Il territorio licatese chiaramente porta i segni di quanto successo: sia per quel che concerne le “architetture” (diverse infatti sono le evidenze come bunker e rifugi, utilizzati dall'asse per pattugliare le coste) sia dal punto di vista dei cosiddetti reperti mobili (la mostra esporrà un corposo campionario: dal fucile classico in dotazione all U.S. army, l'M1 Garand, fino a borracce, elmetti e divise).

L'esposizione oltre a una ricca presenza di vetrine prevederà la presenza di pannelli sui quali sarà possibile osservare foto e descrizioni di quella che, in termini di uomini e mezzi, fu la più grande operazione militare del secondo conflitto mondiale.

L'evento dal titolo “Joss landing area-Licata 1943” sarà patrocinato dal Comune di Licata, con la collaborazione della locale Pro loco e del Gruppo Archeologico Finziade.

Il fatidico taglio del  nastro sarà effettuato  dopo una conferenza tenuta alle ore 10 presso i locali del chiostro (affidati dal comune alla Proloco) alla presenza dell'amministrazione comunale e dei rappresentanti del Gruppo Archeologico Finziade e della Pro loco stessa.

Il sito sarà fruibile, in libero accesso, e visitabile tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 10 alle 12.30.

Un'importante occasione coadiuvata dalla presenza, negli stessi locali, dell'antiquarium del mare inaugurato già lo scorso dicembre dal Gruppo Archeologico Finziade e perfettamente visitabile.

Invitiamo pertanto, tutta la cittadinanza alla partecipazione.

 



 

Ultimo aggiornamento (Giovedì 03 Marzo 2016 20:18)

 

Convegno sulla Tutela del Mare al Teatro Re e Mostra di Archeologia Subacquea


Il teatro Re domenica 27 dicembre con inizio alle ore 17:30 ospiterà un convegno sull’ultima campagna di scavi subacquei condotta dallaSoprintendenza del Mare con l’ausilio del Gruppo Archeologico Finziade diretto da Fabio Amato. Il convegno è organizzato dalla sezione locale della Lega Navale Italiana, dalla Soprintendenza del Mare, dal Gruppo Archeologico Finziade con il patrocinio del Lions Club. Notevole la composizione del parterre con i seguenti interventi:
  1. ANGELO CAMBIANO – Saluti del Sindaco di Licata
  2. SEBASTIANO TUSA –  Le battaglie navali nella prima guerra punica
  3. FABRIZIO SGROI – I rinvenimenti archeologici subacquei della costa Agrigentina
  4. FABIO AMATO – Prospezioni archeologiche subacquee nel litorale Licatese: i ritrovamenti eseguiti nei fondali dell’isolotto di S. Nicola
  5. ANDREA DOMENICO CANNIZZARO – (Geologia): Morfologia costiera e correlazione con l’ambiente marino.
  6. ANDREA INCORVAIA –  Il Relitto di Porto Palo di Menfi: il murex e le rotte mediterranee (II-I sec a.C.), analisi dei materiali rinvenuti.
  7. LUIGI FALLETTI – LST 158 storia delle Landing ship
  8. GIUSEPPE COPPOLINO -  Un mare, una costa, un fiume: un patrimonio da difendere e da riqualificare
  9. ING. ROSARIO BONVISSUTO  - Tutela del mare e delle coste: Il Mediterraneo

Il convegno sarà moderato dal giornalista professionista Angelo Augusto. Al termine dei lavori, trasferimento al Chiostro Sant’Angelo per l’inaugurazione della mostra temporanea dei reperti riportati a galla questa estate.


Ultimo aggiornamento (Venerdì 18 Dicembre 2015 13:04)

 

STORIE DA ANCORARE


Lo scorso 18 Ottobre dalle acque di Licata, nei pressi dell'isolotto della rocca San Nicola sono riemerse dopo millenni di oblio, due splendide testimonianze di epoche passate, di antiche tratte commerciali, di un mondo anni luce da quello che conosciamo. Il mare di Licata come più volte ribadito, da un pò di anni è stato piuttosto generoso. Le ricerche subacquee del gruppo archeologico Finziade (ormai attive dal 2013) e supervisionate dalla Soprintendenza del mare stanno provando a ricostruire la storia di una comunità molto florida fin dalla preistoria, passando per la Grecia coloniale, per Roma e arrivando fino al medioevo stesso. Una serie di studi mirati a comprendere e a chiarire dei passaggi storici a volte nebulosi, i quali solo l'archeologia può ricollocare nella "sacra" linea del tempo. Gli ultimi rinvenimenti, datati per l'appunto allo scorso mese di ottobre confermano ulteriormente la vivacità e la grande attitudine commerciale di questo settore costiero meridionale dell'isola. L'attento e preciso lavoro dei volontari del Gruppo Archeologico, guidati saggiamente nelle delicate operazioni dalla Soprintendenza del mare e dalla Guardia di finanza, ha permesso di riportare alla luce e rendere alla comunità due bellissime ancore intatte provenienti da epoche che furono: un'ancora romana e un’ancora bizantina. Due tipologie ben distinte e ben riconducibili a periodi storici ben definiti. L'ancora romana (in ferro e di due metri di lunghezza) presenta la classica forma a "freccia" tipica del periodo romano-imperiale; essa è ricoperta da una forte concrezione marina che il personale della Soprintendenza deciderà se rimuovere per restituire al pezzo la conformazione originaria. Le marre hanno una larghezza di 1,20 m circa e risultano in buono stato di conservazione. L'ancora bizantina (anch'essa in ferro) ha la classica forma a T e risulta in buono stato di conservazione. Entrambe erano custodite da uno spesso strato di sabbia limosa, tipica di questo settore di costa, elemento determinante per la buona conservazione dei reperti. Proprio la natura marina del fondale ha spinto e spinge in maniera propulsiva le ricerche in questo compartimento costiero, del resto anche quest'anno la campagna archeologica subacquea non è stata avara di soddisfazioni; prova ne sia che da Maggio fino a pochi giorni fa molti reperti stanno continuando ad arricchire la temporanea mostra (si aspetta una firma del Sindaco per convertirlo in antiquarium)  dei ritrovamenti subacquei allesitita presso i locali del Chiostro Sant'Angelo. L'elenco è lungo e variegato: un ceppo mobile in piombo, romano, di ben 94 kg, una Dressel I ( tipica anfora da trasporto di Roma tardo repubblicana), un piccozzino in piombo perfettamente conservato, pezzo molto interessante appartenuto alla "cassetta degli attrezzi" di un'imbarcazione e presumibilmente utilizzato per quotidiane operazioni di calafataggio, numerevoli colli d'anfora soprattutto riferibili alla tarda antichità, un orlo di brocca in bronzo, una macina in pietra lavica con perno centrale rivestito in piombo; il tutto all'interno di un raggio di ricerca ben delineato e georefenrenziato. Sono 5 i punti caldi da andare a scandagliare nei prossimi anni dove, con mezzi e disponibilità economiche maggiori, si potrebbero portare alla luce nuove scoperte e reperti molto importanti per ricostruire la storia della navigazione. Non dobbiamo assolutamente dimenticare che nelle acque licatesi si combattè nel 256 a.C. la famosa battaglia navale di Capo Ecnomo e di quelle innumerevoli navi affondate ad oggi non vi è traccia alcuna. Una importantissima risorsa per le ricerche è stata, come da anni ormai, la locale sezione della Lega navale con la messa in campo di uomini e mezzi, mentre un grande aiuto è venuto dallo sponsor, Cuttitta srl, il quale tramite un aiuto economico ha permesso l'acquisto di attrezzature ed equipaggiamenti per la campagna. Il gruppo Archeologico Finziade è alla ricerca di ulteriori sponsorizzazioni per poter "affinare" sempre più la ricerca e soprattutto per lavorare già dall'anno prossimo con mezzi ultra tecnologici che permettano anche l'individuazione di reperti sotto una spessa coltre di sabbia.

Il 30 ottobre intanto i dati scientifici emersi dalle ultime campagne di indagine archeologica subacquea sono stati presentati dall’archeologo Fabio Amato e dal Soprintendente del Mare, Sebastiano Tusa, ad un convegno tenutosi alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum.

La città di Licata invece dovrà attendere fino al prossimo 27 Dicembre per vedere i nuovi reperti esposti al Chiostro Sant’Angelo di Licata e per assistere al Convegno di presentazione che si svolgerà come di consueto nella splendida cornice del Teatro Comunale Re.

 



 

 

Inaugurate a Licata le mostre sull'Archeologia Subacquea e sulla II Guerra Mondiale


L’esperienza ricavata dopo anni di servizio verso l’intera collettività ha portato per il sesto anno consecutivo il Gruppo Archeologico Finziade e tutti i suoi soci ad organizzare, ancora una volta, l’appuntamento estivo volto alla conoscenza storico-archeologica e culturale di Licata. Inutile dirlo la città in riva al Salso ha potenzialità incredibili in molti settori, dalla cultura al comparto eno-gastronomico. L’apporto del Gruppo archeologico locale va proprio in questa direzione: provare a creare un circuito virtuoso e collettivo all’interno del quale il cittadino si senta realmente parte integrante del contesto e riesca quindi a far apprezzare tutta la bellezza che questa cittadina affacciata sul Mare Africano possiede.

Domenica 5 Luglio parte per il secondo anno consecutivo un servizio che i soci del gruppo archeologico hanno deciso di offrire alla propria città. Un viaggio alla scoperta delle bellezze della città del mare e dei suoi luoghi del cuore: il Pozzo Grangela, la Tholos, i rifugi antiaerei. Una ricerca quasi viscerale nella memoria storica cittadina che parte dal periodo greco arcaico, fino a giungere all’orrore dei bombardamenti della seconda guerra mondiale.

La concessione degli spazi da parte dell’amministrazione comunale testimonia la fiducia che il Gruppo Archeologico Finziade si è guadagnato in questi 7 anni di attività grazie alla realizzazione e l’ottima riuscita di iniziative capaci di rendere lustro ad una città che ha fame di turismo e di cultura.

Il turismo, termine fondamentale per un rilancio economico vero della collettività, collegabile al rilancio di settori storici come la pesca e l’agricoltura. Licata possiede questi 3 “tesori” i quali vanno assolutamente coltivati e fatti conoscere a tutti e a tutte.

Manca un’importante tassello a Licata: il museo archeologico della Badia, chiuso per lavori di rifacimento dal 2009; è ormai necessario ridonarlo ai legittimi proprietari, i cittadini di una comunità che ha bisogno di riscattarsi.

Nel tempo dell’attesa per una riapertura così importante è stato allestito, a cura del Gruppo Archeologico Finziade, con la fondamentale collaborazione scientifica della Soprintendenza del Mare e la disponibilità dell’amministrazione comunale, un piccolo antiquarium dei ritrovamenti subacquei recuperati negli ultimi anni dalla sezione subacquea della Finziade, nella speranza che questo antiquarium possa diventare il nuovo Museo del Mare.

Con queste splendide prospettive future, guardiamo al presente con fiducia. Come già detto le visite si protrarranno dal 5 Luglio fino al 30 Settembre, dal Martedì alla Domenica  ( 10-12:30/ 17-19:30), anche nei festivi.

La visita e l’offerta comprende quindi i siti già citati (Tholos, Grangela e Rifugi antiaerei) e tramite la disponibilità del personale inserito all’interno dell’ambito di tirocinio formativo avviato da qualche mese, si potrà accedere anche al chiostro ospitante i reperti subacquei, sempre all’interno di queste fasce orarie.

Una città a misura d’uomo, tutta nostra di tutti e di tutte: licatesi, siciliani, italiani, europei e così via. Licata centro del mediterraneo si riscopre più bella. Buona estate e siateci.


 

Ultimo aggiornamento (Venerdì 10 Luglio 2015 15:49)